GLOSSARIO

 

A

 

ACCIAIO

Metallo molto utilizzato in orologeria soprattutto per la realizzazione della cassa e del bracciale di orologi sufficientemente economici e molto affidabili. L'acciaio viene ottenuto principalmente da una lega di ferro e carbonio, e le sue doti principali sono resistenza, durezza, rigidità e inattacabilità da parte dell'ossidazione (ruggine).Combinato in varie leghe metalliche di composizione differente, l'acciaio esalta anche le sue caratteristiche di elasticità, resistenza alla magnetizzazione, inestensibilità al variare delle temperature e stabilità nel tempo, al punto di essere utilizzato anche per realizzare la spirale.

 

ALBERO

(di carica o di regolazione) - È un elemento variamente sagomato che, attraverso un foro nella carrure, permette il collegamento meccanico tra la corona ed il movimento di un orologio. Il compito dell'albero è quello di trasmettere il moto necessario per caricare manualmente la molla (in caso di movimento meccanico) e per spostare le lancette (sia nel caso del movimento meccanico che in quello al quarzo). La particolare sagomatura dell'albero è studiata per agganciare di volta in volta il treno di ingranaggi che lo collegano con il bariletto oppure, a corona estratta, un'altra serie di ingranaggi collegati con le lancette. La presenza dell'albero e della corona hanno sempre fatto sorgere il problema dell'impermeabilizzazione del foro nella cassa entro cui scorre l'albero stesso, zona particolarmente complessa da proteggere, sia per le ridotte dimensioni degli spazi, sia per dover comunque garantire un frequente utilizzo della corona senza che ciò comporti complicazioni o malfunzionamenti. Oggi, con la presenza di guarnizioni opportunamente configurate e, ancora meglio, della corona serrata a vite, il problema è stato felicemente risolto.

 

ALTERNANZA

È lo spostamento in una sola direzione compiuto dal bilanciere durante il suo funzionamento dall'inizio (tutto da una parte) alla fine (tutto dall'altra) del moto. Le due alternanze, con il ritorno del bilanciere allo stato di partenza, fanno una oscillazione completa. Nella moderna orologeria quasi tutti i bilancieri funzionano a 28.800 alternanze/ora, equivalenti ad 8 alternanze al secondo, ma non mancano esempi di 36.000 alternanze/ora (10 al secondo), 21.600 (6 al secondo) e 18.000 (5 al secondo).

 

ANALOGICO

Viene così definito un orologio che mostra l'ora mediante le lancette, questo perchè per decifrare l'indicazione si deve procedere "per analogia", comparando in uno schema mentale gli spazi percorsi dalle lancette, senza una indicazione diretta dei numeri che compongono l'ora esatta.

 

ANCORA - Elemento dello scappamento comandato da un perno collegato all'asse del bilanciere, che libera uno alla volta i denti della ruota di scappamento. Durante le alternanze del bilanciere questo perno aggancia l'ancora e la fa spostare ora da una parte ora dall'altra. Questo moto alternato permette ai denti della ruota di scappamento di essere di volta in volta liberati o fermati, regolando dunque la velocità di rotazione di questa ruota. Di conseguenza, viene regolata anche la velocità di rotazione dell'intero treno di ingranaggi che caratterizza il movimento meccanico e, quindi, quella delle lancette collegate alle sue ruote. Ad ogni passaggio di un dente della ruota di scappamento, poi, l'ancora trasmette al bilanciere un impulso, necessario per mantenere inalterata la sua azione oscillatoria.

 

ANSA

Elemento della carrure, in genere sporgente, cui vengono collegati il cinturino, in pelle o materiale plastico, oppure il bracciale metallico. Negli orologi di qualità con cassa in acciaio, la carrure è ricavata da un unico blocco metallico con le anse scavate dal pieno. In altri casi, invece, spesso per risparmiare sulle lavorazioni nel caso della cassa in ottone cromato, la carrure nasce cilindrica e poi le anse vengono ad essa saldate. La forma delle anse, inoltre, partecipa in modo anche determinante alla riuscita estetica dell'orologio, per cui nel tempo e con le mode si sono affermate molteplici forme: a goccia, a ragno, a lancia, dritte, incurvate, integrate, snodabili. Nella scelta di un orologio particolarmente sportivo, quindi votato ad un utilizzo estremo, la robustezza delle anse diviene elemento di notevole importanza, quindi è preferibile scegliere modelli con cassa in acciaio e anse ricavate dal pieno. Il fissaggio del cinturino o del bracciale alle anse è ottenuto quasi sempre mediante una barretta telescopica, organo di grande affidabilità e facile da rimuovere per procedere a eventuali sostituzioni.

 

ANTIMAGNETICO

Viene così definito un orologio il cui movimento è dotato di spirale realizzata in materiale che non subisce influssi magnetici. Qualora la spirale dovesse magnetizzarsi, caso ancora oggi possibile vicino a motori elettrici di notevole potenza (frigoriferi, lavabiancheria ed altro) o ad apparati elettronici quali computer e televisori, le spire tendono ad accorparsi con il risultato di far avanzare l'orologio anche di un quarto d'ora ogni due tre ore. Per proteggere in modo ancora più efficace certi orologi studiati per utilizzi particolarmente gravosi (militari, subacquei ed altro), il movimento viene circondato all'interno della cassa da una schermatura in ferro dolce che devia eventuali campi o flussi magnetici, senza che il movimento ne possa risentire.

ANTIURTO - Dispositivo elastico presente sui rubini del bilanciere che consente di ammortizzare eventuali urti, salvaguardando l'integrità dell'asse del bilanciere. L'asse, che è l'elemento di supporto del bilanciere, per ridurre gli attriti ha le estremità molto sottili, quindi particolarmente fragili se sottoposte a urti o forti sollecitazioni. Il sistema antiurto è formato da una incastonatura dei rubini realizzata in modo tale da consentire loro lievi spostamenti, sia assiali che laterali, con una piccola molla che trattiene il tutto in sede e ripristina la corretta posizione dopo l'eventuale spostamento. Nell'attimo dell'urto l'energia viene pertanto assorbita dalla molla, salvaguardando l'integrità dell'asse. Guardando un movimento, l'antiurto è riconoscibile come un sottilissimo nastro dorato (la molla) che passa sopra il rubino del bilanciere. Dalla forma di questa molla è possibile risalire al tipo di antiurto montato (Incabloc, kif, Shoc-Resistant ed altri ancora), tutti peraltro equivalenti per affidabilità e funzionamento.

 

ARDIGLIONE

Viene così definito il puntale della fibbia, che si infila nel buco del cinturino e ne impedisce lo scorrimento.

ARGENTO - Metallo nobile e prezioso, molto duttile e malleabile, utilizzato in orologeria soprattutto in passato per la realizzazione della cassa o del quadrante. Per la sua tendenza ad ossidarsi, l'argento viene spesso protetto da in bagno galvanico di rodio o d'oro(vermeil).

ATMOSFERA - Unità di misura della pressione (abbreviata in atm) equivalente, al livello del mare, a 1033 gr/cm quadrato oppure a 1,013 bar (altra unità di misura della pressione). In orologeria le atmosfere o i bar, praticamente equivalenti come valore unitario, indicano la pressione fino a cui è garantita l'impermeabilità nominale della cassa di un orologio e sono sempre riportate sul quadrante o sul fondello. Un'atmosfera a livello del mare corrisponde a quella che si può riscontrare ogni 10 metri di profondità nell'acqua, per questo alcune volte invece di atm o bar vengono indicati i metri di profondità raggiungibili.

 

AUTOCOMPENSATRICE

Viene così definita una spirale realizzata in particolari leghe di acciaio che non subiscono influssi dovuti al variare della temperatura. Una spirale autocompensatrice, pertanto, all'aumentare della temperatura non si dilata e non perde di elasticità, consentendo una marcia estremamente precisa del movimento in ogni condizione. Sono di questo tipo tutte le spirali degli orologi moderni, mentre in passato si doveva ricorrere a particolari tipi di bilancieri tagliati per compensare eventuali ritardi o avanzamenti dovuti alle differenti reazioni della spirale rispetto al variare della temperatura.

 

AUTOMATICO

Viene così definito un movimento meccanico dotato di un sistema che consente una continua ricarica legata al movimento dell'orologio portato al polso. Una massa eccentrica a forma di mezza luna, che per gravità ad ogni minima oscillazione dell'orologio tende sempre a ruotare verso il basso, è collegata ad una serie di ingranaggi che trasmettono questa rotazione al bariletto di carica ad alla relativa molla. Comunque, ogni volta che si indossa un orologio automatico completamente scarico è buona norma caricarlo a fondo tramite la corona e non solo facendolo oscillare più o meno violentemente tra le mani. Ugualmente, in caso di vita particolarmente sedentaria ogni due o tre giorni sarà opportuno rinvigorire la carica con una azione manuale.

 

 

B

 

BATTERIA

Chiamata anche pila, è l'accumulatore che fornisce l'energia elettrica necessaria per il funzionamento di un movimento al quarzo. Normalmente la batteria ha una autonomia minima di 2-3 anni, ma in casi particolari di orologi multifunzione con suoneria l'autonomia può anche scendere intorno all'anno di vita, mentre in caso di orologi dotati solo di lancette il periodo utile può durare anche 4-5 anni. Negli orologi impermeabili o subacquei ad ogni cambio di batteria si rende necessaria la sostituzione della guarnizione del fondello.

 

BARILETTO

Organo del movimento meccanico che contiene la molla di carica e che trasmette la forza motrice al treno degli ingranaggi. Attraverso opportune ruote dentate, riceve la carica manualmente (dall'insieme di albero e corona) o automaticamente (dagli spostamenti del rotore,vedi automatico).

 

BILANCIERE

In un movimento meccanico è il principale organo dello scappamento e insieme alla spirale è chiamato organo regolatore. Il bilanciere è l'anello che, compiendo le oscillazioni, regola lo scorrere del tempo. Fanno anche parte dello scappamento la spirale, l'ancora e la ruota di scappamento. Il bilanciere è un elemento fondamentale per la precisione dell'orologio, perchè dalla regolarità delle sue oscillazioni dipende la regolarità di marcia del movimento. Il bilanciere vero e proprio è un anello metallico sorretto dal proprio asse. Ad esso è collegata la spirale (la molla che contribuisce a regolare l'ampiezza e la frequenza delle oscillazioni). Sul bilanciere troviamo anche un disco con un piccolo perno, che comanda l'ancora e le impone gli spostamenti destra-sinistra dai quali dipende scorrimento dei denti e velocità di rotazione della ruota di scappamento e di tutte le altre ruote fino alle lancette. I problemi legati ad un perfetto funzionamento del bilanciere sono principalmente quelli della riduzione al minimo degli attriti, del suo perfetto bilanciamento e della sua stabilità al variare delle temperature. Per gli attriti è fondamentale la lubrificazione e lo stato dei perni del suo asse. Per il bilanciamento oggi si procede con sofisticatissime macchine utensili a controllo elettronico, che asportano minime quantità di materiale per equilibrarlo. Infine il problema delle eventuali dilatazioni termiche, legate al variare della temperatura, è stato risolto con l'adozione di particolari leghe metalliche molto stabili. In passato, invece, si ovviava ai problemi di bilanciamento e stabilità alle temperature con l'adozione di bilancieri dotati di viti (da calibrare spostare o alleggerire a mano) e addirittura tagliati per permettere l'allargamento o il restringimento di parte dell'anello, in modo da contrastare gli effetti negativi della dilatazione termica con la variazione della propria inerzia.

 

BRACCIALE

È l'elemento che consente di allacciare al polso l'orologio quando questo è realizzato in metallo. Il bracciale è molto più robusto e duraturo di un cinturino in pelle, ma anche più costoso. In genere è realizzato in acciaio, quasi mai in ottone cromato (da evitare per persone allergiche ai metalli) e, solo in orologi molto costosi, in oro a 18 carati. Gli elementi che lo compongono sono definiti maglie.

 

 

C

 

CABOCHON

In gioielleria viene così definito il taglio arrotondato, e non sfaccettato, di una pietra. Alcune case tradizionalmente sono solite guarnire la corona con pietre cabochon, quasi sempre zaffiri, ma anche semplici e meno costose pietre dure.

 

CALENDARIO

È la funzione che permette di visualizzare sul quadrante la data, cioè il numero del mese. Negli orologi analogici, sia con movimento meccanico, che con movimento al quarzo, il calendario è per lo più composto da un disco posto sotto il quadrante visibile attraverso una finestrella, con stampati i numeri da 1 a 31, e di un meccanismo che viene trascinato di un passo in avanti ogni 24 ore. Collegata con la ruota che comanda la lancetta delle ore è realizzata con una serie di passaggi di ruote, in modo da dimezzarne la velocità di rotazione, la ruota del calendario è caratterizzata da un dente che, una volta per ogni giro, ingrana una apposita sporgenza ricavata sul disco del datario. Sia la ruota che il disco sono posizionati in modo che il passaggio avvenga a cavallo della mezzanotte. Una piccola molla, poi, provvede a tenere fermo il disco, evitando che con urti o sollecitazioni questo possa ruotare inavvertitamente. Equivalente a questo sistema, ma realizzato con un diverso sistema di ruotismi, c'è anche il calendario visualizzato sul quadrante mediante lancetta e apposito contatore con i numeri stampati. Nei mesi con meno di 31 giorni, al passaggio al mese successivo si rende necessaria una correzione manuale, quasi sempre attraverso la corona, del dato fornito dal calendario.

 

CALENDARIO COMPLETO

Viene così definito un orologio che oltre alla data fornisce anche il giorno della settimana, il mese e, qualche volta, le fasi di luna. In genere queste informazioni vengono visualizzate attraverso due finestrelle in alto (giorno e mese), mediante lancetta supplementare al centro (data) e con finestrella a mezzo cerchio al 6 (fasi di luna). Ugualmente utilizzato è il sistema che, invece, prevede singoli quadrantini a lancetta per ognuna delle informazioni. Tecnicamente il calendario completo non si discosta molto dal sistema che permette il funzionamento del solo calendario, con in più un'aggiunta di ruote dentate per trasmettere il moto a quelle che comandano le altre informazioni. In questi orologi rimane la necessità di correggere manualmente la data a fine mese quando questo non è di 31 giorni, così come quasi sempre anche il passaggio del mese deve essere effettuato manualmente. In questi orologi, inoltre, sul fianco della carrure si trovano degli appositi pulsantini, ognuno dei quali ad ogni pressione fa avanzare di un passo l'informazione a cui è collegato. Nella regolazione di questi orologi è buona norma agire sui pulsanti quando l'ora segnata non è compresa tra 21 e le 3, proprio nelle ore in cui gli ingranaggi vengono ingaggiati per il cambio delle informazioni. A quel punto cercare di muovere le ruote potrebbe portare a rotture o danneggiamenti interni. Per iniziare a regolare il calendario, dunque, basterà prima portare le lancette verso le 6 agendo mediante la corona e poi procedere alla correzione dei dati.

 

CALENDARIO PERPETUO

Viene così definito un orologio che non solo fornisce i dati del calendario completo (data, giorno, mese e fasi di luna), ma che è dotato di un dispositivo meccanico che permette al movimento di passare autonomamente dal 30 al 1° nei mesi opportuni, di passare dal 28 al 1° a febbraio e di "riconoscere" il 29 nel mese bisestile. Come ulteriore indicazione, infatti, sul quadrante troviamo anche una lancetta che scorre in quattro settori numerati che indicano se quello in corso è l'anno bisestile oppure no. Nei calendari perpetui anche il passaggio del mese avviene automaticamente. Se mantenuti sempre carichi, dunque, in questi orologi non si rende mai necessaria alcuna correzione manuale. Per poter fornire la corretta informazione della data al passaggio di mese, il meccanismo si avvale di una ruota dentata con incavi e sporgenze di altezza calibrata: le sporgenze corrispondono ai mesi di 31 giorni, gli incavi a quelli di 30, un incavo più profondo al 28 febbraio. Un gioco di leve e camme "legge" la posizione assunta sulla camma e traduce ciò in uno o più avanzamenti della data a fine mese. Per calcolare l'anno bisestile esistono due tipi di ruote. Una ha le 12 sporgenze e rientranze lungo un arco di 90°, compie un giro in 4 anni e, in uno dei 4 quarti, ha una rientranza meno profonda per il febbraio 29. L'altro tipo di ruota, invece, compie un giro in un anno, ma è dotata di un nottolino girevole al suo interno in corrispondenza del mese di febbraio. Ogni anno questo nottolino compie un quarto di giro, fino a mostrare un lato meno scavato degli altri in corrispondenza dell'anno bisestile. A causa della grande complessità meccanica degli orologi dotati di calendario perpetuo, questi modelli hanno sempre un costo di molti milioni.

 

CALIBRO

Termine con cui viene indicato un movimento e che ne identifica tipologia e caratteristiche tecniche in base al nome della manifattura che lo realizza e al numero di identificazione. Anticamente con il termine calibro veniva indicato esclusivamente il diametro espresso in Linee francesi (1 linea = 2,256 mm), mentre oggi è una vera e propria carta di identità del movimento stesso (per esempio: calibro ETA 2892-2).

 

CAMPANA

Elemento presente nei movimenti meccanici dotati di suoneria il cui scopo è quello di esaltare tonalità e livello sonoro dei rintocchi o del trillo. In genere oggi si utilizzano maggiormente i gong anulari.

 

CARATO

Unità di misura con cui si definisce il titolo dell'oro e la sua presenza in percentuale rispetto ad altri metalli presenti nella lega. Il carato si esprime in ventiquattresimi, quindi "oro a 24 carati" significa oro puro. Per aumentare le caratteristiche di elasticità e robustezza, però, in genere l'oro è presente in percentuali vicine al 75% (oro a 18 carati), in lega con altri metalli. In orologeria, in passato, è stato utilizzato per la fabbricazione di casse anche oro a 9 e 14 carati, mentre per appesantire il rotore di carica si utilizza oro a 21 o 22 carati.

CARRÈ - In francese vuol dire "quadrato" ed è con questo termine, appunto, che in orologeria si definiscono le casse di forma quadrata. La cassa carrè è realizzata con spigoli vivi, la cassa carrè galbè indica una forma quadrata ma con i quattro lati bombati, in fine la cassa carrè cambrèe indica che solo gli spigoli sono arrotondati.

 

CARRURE

Elemento portante della cassa in cui è alloggiato il movimento. È la parte centrale, quella con le principali funzioni strutturali, da cui dipende in gran parte la robustezza dell'orologio. Su di essa troviamo le anse, il foro di passaggio per l'albero, la corona, gli eventuali pulsanti, l'alloggiamento del movimento, la lunetta portavetro ed il fondello. Alcune volte la carrure sostiene essa stessa il vetro, senza la presenza della lunetta.

 

CASSA

Vero e proprio telaio e carrozzeria dell'orologio, la cassa è l'insieme delle parti che formano la parte esterna dello stesso ed al cui interno è alloggiato il movimento. Solitamente è realizzata in tre parti (carrure, fondello e lunetta) oppure in sole due parti (carrure e fondello). Interposte tra ognuna delle parti troviamo le guarnizioni, che impediscono l'entrata di polvere e acqua. La tenuta alle infiltrazioni viene espressa in atmosfere e indica se l'orologio è di tipo impermeabile o subacqueo. Per ottenere la massima impermealizzazione, poi, in alcuni modelli subacquei la cassa viene definita "monoblocco" perchè mancante dell'apertura del fondello ed è scomponibile solo dalla parte superiore, cioè dalla lunetta. Per lo più, a seconda dei modelli, può essere realizzata in acciaio, in ottone cromato o placcato in oro, in oro a 18 carati, in titanio o in materiali plastici o sintetici. Dalla scelta dei materiali dipende molto qualità e valore commerciale dell'orologio.

 

CASTONE

Alloggiamento del rubino sul ponte del movimento. Dalla sua fattura dipende molto il costo complessivo del movimento stesso e la sua riparabilità nel tempo (facilità o meno di sostituzione dei rubini). Si va dal castone più semplice, un foro semplice, ad un tipo più complesso, un foro con labbro di tenuta (riconoscibile perchè in genere il labbro è color ottone), fino al costoso e raffinato castone separato, tenuto in sede da viti.

 

CERAMICA

È uno dei materiali più recenti utilizzati per la realizzazione della cassa di un orologio. Èun composto di carburo di tungsteno riscaldato fino a 1450°, che raggiunge un livello di durezza superficiale molto elevato ed un piacevolissimo colore grigio scuro quasi nero.

 

CINTURINO

Realizzato per lo più in pelle (coccodrillo, lucertola, struzzo, bufalo o cuoio), ma anche in tela, in caucciù o in materiali sintetici, è l'elemento che permette di allacciare l'orologio al polso. Il cinturino partecipa attivamente alla riuscita estetica dell'orologio, sia con il colore che con la qualità del materiale con cui è realizzato. Abbinati agli orologi subacquei troviamo spesso cinturini che hanno subito un trattamento per renderlo idrorepellente ed impedire all'acqua di rovinarlo in tempi brevi. La chiusura del cinturino avviene quasi sempre mediante una fibbia, ma non mancano esempi di cinturini abbinati alla chiusura deployante.

 

COMPLICAZIONE

Con questo termine si indica una qualsiasi funzione aggiunta al movimento meccanico base che è in grado di segnare la sola ora. In genere le complicazioni sono realizzate sovrapponendo al movimento base un modulo supplementare in grado di fornire una o più funzioni, ma non mancano esempi di movimenti complicati integrati, il cui calibro prevede già in sede di progetto la presenza della complicazione. Il cronografo, il calendario, la riserva di carica, la ripetizione sono solo alcuni dei possibili esempi di complicazioni presenti in orologeria.

 

CONTATORE

Viene così definito ogni piccolo quadrantino supplementare che nei cronografi indica lo scorrere dei minuti o delle ore cronografiche. Per estensione il termine contatore viene anche utilizzato per altri quadrantini supplementari, come possono essere quelli dei secondi continui o del calendario completo o perpetuo.

 

CORONA

È l'elemento posizionato all'estremità dell'albero di carica grazie al quale è possibile caricare il movimento meccanico, in posizione normale e rimettere l'ora, in posizione estratta, anche in caso di movimento al quarzo. In alcuni casi, poi, in posizione intermedia è possibile regolare il datario o una eventuale lancetta per l'indicazione di un secondo fuso orario. Per impedire il trafilaggio di acqua o umidità attraverso il foro realizzato nella carrure per il passaggio dell'albero, la corona è dotata al suo interno di guarnizioni di tenuta a forma di anello, che abbracciano un tubetto sporgente solidale con la carrure stessa. Negli orologi subacquei, per aumentare il livello di resistenza alle infiltrazioni, la corona viene serrata a vite proprio sul tubetto mediante apposita filettatura. In questi casi il suo azionamento prevede che prima venga svitata, posizione in cui, però, non garantisce più la necessaria tenuta all'acqua. Solo in casi rarissimi il costruttore, per garantire la massima impermeabilizzazione, ha optato per sistemi differenti, coprendola con un cappuccio a vite (Cartier) o tenendola premuta con una leva (Panerai).

 

CORRETTORE

Piccolo pulsante presente sulla carrure degli orologi dotati di calendario completo o perpetuo e necessari per la correzione singola dei dati espressi dal calendario (data, giorno della settimana, mese e fasi lunari). Su questo elemento è bene intervenire con strumenti di materiale non troppo appuntito o tagliente, per non rovinare il correttore stesso (l'ideale è uno stuzzicadenti in legno).

 

C.O.S.C.

Sigla che indica il Contròle Officiel Suisse des Chronomètres, l'ente svizzero autorizzato a rilasciare il Certificato di Cronometro. Dopo giorni e giorni di osservazione e dopo aver superato una serie di prove a posizioni e temperature differenti il C.O.S.C. rilascia un attestato che indica la precisione raggiunta da un determinato movimento, per il quale la casa costruttrice aveva chiesto i controlli. Solo in questo caso il costruttore può fregiare il proprio orologio con il titolo di Cronometro scritto sul quadrante.

 

CROMATURA

Trattamento elettrogalvanico grazie al quale un metallo base, in genere ottone, viene ricoperto da uno strato di cromo. Questo trattamento viene effettuato per ottenere un effetto estetico migliore e per proteggere la superficie metallica dalla ossidazione. Se ben effettuata la cromatura resiste negli anni, se invece lo strato applicato è troppo sottile per risparmiare sui costi di produzione, nel giro di poco tempo la cromatura tende a scomparire, lasciando in vista la superficie metallica sottostante.

 

CRONOGRAFO

Orologio che, grazie ad un particolare meccanismo interno, consente una misurazione di eventi di lunghezza determinata. I cronografi dotati di movimento meccanico hanno una serie di ruote supplementari che, a comando e mediante un complesso gioco di leve, si agganciano al normale treno degli ingranaggi del movimento. Nei modelli con movimento al quarzo, invece, il tutto è governato da micro motori elettrici (modelli analogici) o più semplicemente solo dal minuscolo microprocessore elettronico (modelli digitali) che governa tutti i movimenti al quarzo complicati. Nei modelli analogici, poi, mediante apposite lancette e contatori è possibile tenere sotto controllo e quantificare il tempo trascorso nell'arco della nostra misurazione. Il cronografo è riconoscibile esternamente per la presenza dei pulsanti che comandano il meccanismo supplementare di misurazione del tempo trascorso. La maggior parte dei cronografi subacquei dotati di movimento meccanico è dotata di pulsanti serrati a vite, cosa che raramente avviene nei modelli con movimento al quarzo.

 

CRONOMETRO

Viene così definito un orologio che supera le prove del Contròle Suisse des Cronomètres, il C.O.S.C.. Questo ente svizzero sottopone, su richiesta delle Case, un orologio dotato di movimento meccanico a molti giorni di prove, per controllarne la precisione e la costanza di marcia a posizioni e temperature differenti. Solo i modelli che non subiscono scarti maggiori ai 10 secondi al giorno possono poi fregiarsi del titolo di Cronometro. Per ottenere il Certificato, ogni singolo orologio deve essere sottoposto alle prove da parte del C.O.S.C. e solo quelli che hanno superato l'esame possono scrivere sul quadrante il termine "Chronomètre".

 

CUORE

Elemento facente parte delle ruote che supportano le lancette cronografiche, nei movimenti meccanici dotati di questa complicazione, che ne permette il ritorno a zero dell'apposito pulsante. Proprio grazie alla forma "a cuore" di questo elemento, la leva a martello, premendogli contro, permette una rotazione delle lancette fino alla posizione di riposo, corrispondente allo zero sul quadrante.

 

CUSCINETTO

Organo che permette la massima riduzione degli attriti. Nei movimenti meccanici a carica automatica troviamo sia cuscinetti cosiddetti a strisciamento, i rubini, sia cuscinetti volventi, i cuscinetti a sfera del rotore di carica.

 

 

D

 

DECORAZIONI

Sono un insieme di abbellimenti estetici che, manualmente,vengono fatti su cassa, quadrante e movimento per arricchire e rendere ancora più raffinato un orologio. Le principali decorazioni sulla cassa possono essere la carrure cannelèe (una serie di sottili scanalature), l'incisione a Clous de Paris (dal particolare effetto quadrettato) oppure, anticamente, i bellissimi disegni realizzati con smalti. La decorazione che più frequentemente viene realizzata sul quadrante è l'incisione a guillochè, che può assumere forme e disegni molto differenziati tra loro, ma non manca anche qui l'utilizzo di smalti preziosi. Sul movimento, invece, le decorazioni più frequenti sono le Cotes de Genève (una serie di strisce parallele dall'aspetto di onde), l'anglage (cioè il taglio a 45° del bordo dei ponti) oppure il perlage (una serie di tanti piccoli cerchi uno vicino all'altro e in parte sovrapposti).

 

DEPLOYANTE

Viene così definita un tipo di chiusura per bracciale o cinturino, formata da due parti incernierate che si aprono a guisa di libro e grazie alla quale è possibile indossare e togliere l'orologio in modo molto rapido.

 

DIGITALE

Genericamente orologio, movimento o quadrante che visualizza l'ora mediante numeri e non mediante lancette. Nella classica orologeria meccanica possono essere di tipo digitale alcuni orologi a saltarello, mentre in quella al quarzo lo sono tutti i modelli con display a cristalli liquidi.

 

DISPLAY

Quadrante digitale in cui i numeri sono realizzati da particolari strutture cristalline che, se attraversate da debole corrente elettrica, tendono ad orientarsi in un modo ben definito perdendo la loro trasparenza. Sfruttando questa caratteristica, si riescono a fabbricare elementi formati da battere o puntini, che si rendono visibili sotto il controllo del microprocessore a capo del funzionamento del movimento al quarzo, e la cui unione è stata studiata per formare numeri, lettere o altro.

 

DIVER - Termine inglese con cui vengono definiti gli orologi subacquei.

 

 

E

 

EBAUCHE

Sbozzo, in italiano. Indica il movimento in una fase non definitiva per quanto riguarda le numerose lavorazioni a cui viene sottoposto e che può essere acquistato da una casa orologiera per realizzare in proprio le finiture o le decorazioni che si desiderano, al fine di esaltare qualità e personalizzazione tecnica. Oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, le case acquistano movimenti completamente finiti (calibri ETA, Valjoux, Lemania, Frèdèric Piguet e altro) già pronti per essere incassati e, solo raramente, si acquista un'ebauche per procedere in proprio con una serie di lavorazioni in grado di esaltare ancor di più la qualità di base.

 

EQUAZIONE DEL TEMPO

A causa della non perfetta circolarità dell'orbita terrestre, nell'arco di un anno esistono scarti minimi (alcuni minuti) tra quello che è il tempo solare e quello convenzionale sempre di 24 ore. Alcuni orologi, che visualizzano sul quadrante informazioni legate al calendario perpetuo, sono dotati anche di questa ulteriore complicazione, con una lancetta che mostra sempre la differenza tra tempo reale del sole e tempo convenzionale.

 

EQUILIBRATURA

Operazione di estrema precisione che viene effettuata sul bilanciere prima del suo montaggio nel movimento. Il bilanciere non deve mostrare squilibri, neppure minimi, sia in fase statica che dinamica, se si vuole avere una sicura precisione della scansione oraria. Anticamente per l'equilibratura si utilizzavano una serie di viti disposte lungo il perimetro dell'anello che compone il bilanciere stesso, mentre oggi con delle macchine computerizzate si preferisce asportare parti minime del suddetto anello in zone normalmente non visibili con il bilanciere montato.

 

ETANCHE

Termine francese con cui si identifica un orologio impermeabile.

 

 

F

 

FASI LUNARI

La maggior parte dei movimenti dotati di calendario perpetuo o calendario completo è in grado di mostrare anche le fasi lunari. Un ciclo completo lunare dura 29,5 giorni ed è utile conoscerne la fase per poter determinare anche lo stato delle maree o, in agricoltura, il momento più adatto per piantare o raccogliere determinati prodotti. Il meccanismo delle fasi lunari è in genere formato da una ruota dentata, che prende l'impulso come si trattasse di un datario per un avanzamento a cavallo della mezzanotte, e da un disco girevole posizionato sulla ruota al di sotto del quadrante su cui sono riportate agli estremi due lune (la ruota dentata, quindi, è calibrata per compiere un giro intero in 59 giorni). Grazie alla conformazione della finestrella da cui è visibile il disco, la luna riesce anche ad assumere la stessa forma nelle varie fasi con cui è visibile in cielo.

 

FIBBIA

Elemento formato da passante e ardiglione con il quale si bloccano e si regolano al polso le estremità del cinturino. In genere la fibbia è realizzata in acciaio o in ottone cromato o placcato oro (in questi ultimi due casi è però causa di possibili allergie da contatto con la pelle), in abbinamento con il colore della cassa. Con cassa in oro o in platino la fibbia può anche essere realizzata dagli stessi metalli preziosi.

 

FINESTRELLA

Apertura, in genere di forma rettangolare, realizzata sul quadrante per permettere la visualizzazione della data, del giorno della settimana, del mese o delle fasi di luna. Per rendere più agevole la lettura del datario, spesso in corrispondenza della finestrella è anche posizionata una piccola lente di ingrandimento.

 

FONDELLO

Parte posteriore della cassa da cui è possibile ispezionare o rimuovere il movimento. Il fondello può essere fissato alla carrure ad incastro (chiusura a scatto), con viti (in genere da 4 a 8) o essere lui stesso avvitato (in questo caso per la rimozione si rende necessario l'utilizzo di chiavi speciali). Tra fondello e carrure è sempre posta una guarnizione in grado di rappresentare una barriera insormontabile per acqua e polvere. In genere il fondello è realizzato dello stesso metallo della cassa, ma in presenza di cassa in ottone o in materiali sintetici (plastica o altro) viene realizzato in acciaio.

 

FORMA

Vengono così definiti una cassa o un movimento quando non assumono la forma classica rotonda. Un orologio "di forma", dunque, può essere rettangolare, quadrato (carrè) o tonneau o comunque assumere gli aspetti più disparati.

 

FUSI ORARI

Il tempo, così come lo conosciamo attraverso l'ora ufficiale, è solo una convenzione che permette di avere in ogni Nazione o parte di continente un orario comune, mentre l'ora solare dovrebbe variare man mano che ci si sposta verso est o verso ovest. Sempre per convenzione, comunque, sono state ricavate 24 fasce orarie definite appunto "fusi", che seguono i confini degli Stati e che cercano di rappresentare un accettabile compromesso con l'ora solare man mano che ci si sposta lungo i meridiani. Il problema legato alla conoscenza della differenza oraria tra Stati lontani gli uni dagli altri viene risolto dagli orologi in grado di visualizzare sul quadrante l'ora dei 24 fusi orari, in genere facendo riferimento alla città più importante localizzata su ognuno dei fusi. Questi orologi prendono il nome di "ore del mondo" o GMT.

 

 

G

 

GABBIA

Elemento strutturale dei tourbillon che supporta al suo interno bilanciere, spirale, ancora, ruota di scappamento ed altri organi complementari. Può essere realizzata in acciaio o in titanio e, una volta completa, deve garantire una assoluta equilibratura.

 

GHIERA

Anello, per lo più girevole, alloggiato sulla lunetta di un orologio, sul quale sono stampati o ricavati a rilievo la scala sessantesimale dei minuti o altre scale. Le più comuni sono la ghiera girevole unidirezionale (cioè in grado di ruotare in un solo senso), elemento indispensabile di ogni orologio subacqueo per conoscere i tempi di immersione, e la ghiera con le 24 ore o le città del mondo dei modelli GMT.

 

GMT

Viene così chiamato genericamente un orologio in grado di visualizzare sul quadrante l'ora di un secondo fuso mediante lancetta su 24 ore e ghiera di riferimento con i 24 fusi impressi. Quando compaiono anche le 24 città più famose posizionate nei rispettivi fusi orari, per questa categoria orologiera può anche essere utilizzato il nome "ore del mondo".

 

GONG ANULARE

Filo realizzato in una speciale lega di acciaio che negli orologi con ripetizione viene percosso da un martelletto per emettere i rintocchi sonori. Viene così definito perchè, per mancanza di spazio, in genere viene alloggiato in posizione circolare sul perimetro esterno del movimento. Dalla sua lunghezza dipende la nota musicale che è in grado di suonare.

 

GUARNIZIONI

Elementi indispensabili di tutti gli orologi moderni, le guarnizioni permettono di rendere stagna una cassa, impedendo ad acqua e polvere di entrare all'interno. Sono posizionate tra fondello e carrure, tra quest’ultima e lunetta, attorno alla corona e all'albero di carica e, quando presenti, nei pulsanti cronografici. Le guarnizioni ad anello possono anche essere chiamate Oring ed in genere sono realizzate in gomma, plastica o altri materiali sintetici. Se si vogliono mantenere inalterate le caratteristiche di impermeabilità dell'orologio, ogni due-tre anni è buona norma procedere alla completa sostituzione di tutte le guarnizioni, mentre quella del fondello va sostituita ogni sua rimozione.

 

GUILLOCHÈ

Particolare incisione effettuata a mano con scopi decorativi sul quadrante di orologi di buon pregio. Può avere differenti motivi estetici (linee radiali, effetto "paniere", effetto "raggi di sole" e altro) ed in genere viene effettuata su quadranti realizzati in argento o in oro. Nelle esecuzioni più raffinate, su uno stesso quadrante se ne possono trovare di differenti in varie zone separate, sfruttando per esempio la divisione naturale degli spazi portata dalla presenza di quadrantini supplementari.

 

 

I

 

INDICI

I dodici punti di riferimento posti sul quadrante per indicare le ore. Possono essere di tipo a numeri arabi, a numeri romani o di forma geometrica. Tra i più diffusi troviamo anche quelli a barretta. Possono essere serigrafati (stampati) oppure applicati, cioè realizzati come elementi esterni e poi fissati sul quadrante in appositi fori mediante piedini saldati sul retro. Gli indici applicati hanno costi di realizzazione decisamente superiori, visto che la loro messa in opera avviene con operazioni del tutto manuali. Se trattati con materiale luminescente contribuiscono a rendere leggibile l'ora anche al buio.

 

INVERTITORE

Elemento presente nei movimenti a carica automatica, che permette di tramutare il moto oscillatorio del rotore, ora in un senso ora nell'altro, in un moto indirizzato sempre in un unico senso di rotazione, così da poterlo trasmettere mediante ingranaggi al bariletto.

 

IMPERMEABILE

Viene così definito un orologio dotato di cassa stagna all'acqua ed alla polvere. La normativa svizzera codifica le prove di laboratorio a cui va sottoposta una cassa per poter essere definita impermeabile. Termini equivalenti sono anche il francese "ètanche" e l'inglese "water resistent". Se non meglio specificato, quando è presente una di queste scritte la cassa si ritiene impermeabile fino alla pressione di 3 atmosfere o, per convenzione, di 30 metri. In realtà, però, con simili orologi è meglio non fare il bagno e limitare il contatto con l'acqua a schizzi superficiali. Con una impermeabilità fino a 5 atmosfere o 50 metri si possono effettuare brevi nuotate di superficie, mentre solo con impermeabilità a partire dalle 10 atmosfere o 100 metri ci si può avventurare anche in immersioni. Per quest'ultima categoria orologiera, però, più che impermeabile, si preferisce utilizzare il termine subacqueo.

 

 

L

 

LANCETTE

Sono gli elementi che indicano l'ora su un quadrante di tipo analogico. In genere le lancette sono due, ore e minuti, ma non può crescere il numero con altre indicazioni supplementari quali i secondi, il cronografo, la riserva di carica, il calendario completo o perpetuo. La forma delle lancette partecipa in modo attivo alla riuscita estetica del quadrante e dell'orologio e per questo ne sono state codificate numerose forme: a foglia, a bastone, Dauphine, Alpha e molte altre ancora. In genere sono realizzate in ottone, poi rodiato o dorato per uniformarle al colore della cassa, ma non mancano esempi di lancette in oro (nei modelli più preziosi) o in acciaio azzurrato alla fiamma.

 

LEVE

Fanno parte dei complessi meccanismi che sovrintendono il funzionamento di molte complicazioni orologiere, sopratutto il cronografo, il calendario perpetuo e la ripetizione. Sono realizzate in acciaio ed hanno lo scopo di trasferire un moto lineare (la pressione di un pulsante, per esempio) da una zona all'altra del movimento.

 

LINEA

antica unità di misura denominata Linea francese (1 linea = 2,256 mm) con cui viene ancora oggi identificato il diametro di un movimento.

 

LUMINESCENTE

Viene così definito il materiale con cui vengono dipinti indici e lancette per permetterne una visione notturna. Questo materiale, in genere derivato dal fosforo, ha il potere di accumulare l'energia luminosa durante il giorno e di trasformarla in luce visibile di notte o al buio. Oggi viene prevalentemente utilizzato il trizio. La normativa svizzera ne definisce le massime quantità ammissibili sul quadrante, per non rischiare mai di superare dosi che possano danneggiare la salute, visto che comunque si tratta pur sempre di prodotti radioattivi, anche se presenti in dosi ininfluenti per il corpo umano.

 

LUNETTA

Elemento della cassa predisposto a trattenere il vetro. Negli orologi moderni spesso la lunetta è assente, con la carrure che si prolunga fino a farne le veci. Quando si tratta di elementi girevoli, si preferisce chiamarli ghiere, in quanto questi in realtà non trattengono il vetro.

 

 

M

 

MANUALE

Viene così definito un movimento meccanico la cui carica deve essere garantita, in genere giornalmente, con ripetute rotazioni della corona.

 

MARTELLO

In orologeria due elementi assumono il nome di martello: quello preposto a battere su gong anulari negli orologi a ripetizione e quello più compiutamente detto "leva a martello" presente nei movimenti cronografici per azzerare le lancette alla pressione del pulsante apposito.

 

MASSA OSCILLANTE

vedi ROTORE.

 

MICROROTORE

Viene così chiamato un rotore per la carica automatica di dimensioni ridotte rispetto al normale ed alloggiato all'interno della struttura del movimento invece che esserne sovrapposto. In questo modo si riescono a progettare movimenti automatici di spessore più ridotto, anche se a scapito di un maggiore diametro di incassaggio e di una capacità di ricarica leggermente inferiore.

 

MILITARE

La categoria degli orologi militari è stata tra le prime ad essere adottate tra i modelli da polso, proprio perchè fin dalla Prima Guerra Mondiale se ne apprezzava una più immediata leggibilità e portabilità. Un orologio militare si riconosce per la struttura sovradimensionata e per il quadrante nero con indici arabi e lancette luminescenti. I veri orologi militari hanno scritte sul fondello che ne attestano l'appartenenza a particolari corpi militari, ma oggi molti modelli ne copiano il look, al punto di assumere una identificazione ben precisa anche se mai adottati come equipaggiamento ufficiale.

 

MOLLA A COLLO DI CIGNO

È un sistema utilizzato in movimenti di grande pregio che prevede la racchetta trattenuta tra una molla di contrasto (dalla forma che ne ha dettato il nome) ed una vite per la regolazione di precisione. Il forte impatto estetico di questa realizzazione ha finito per superare, nella dizione comune, perfino l'importanza della vite stessa, che poi è quella preposta in realtà alla regolazione, al punto da far chiamare tutto il sistema semplicemente "a collo di cigno".

 

MOLLA DI CARICA

Alloggiata nel bariletto, la molla di carica rappresenta il motore dell'intero sistema, quello che con la carica manuale o automatica immagazzina l'energia poi necessaria per il funzionamento del movimento. In quelli a carica manuale la molla è fissata all'interno del bariletto, in quelli invece a carica automatica è libera di slittare, grazie ad una brida su cui è fissata. Il materiale con cui è realizzata la molla (particolari leghe di acciaio) è importantissimo per il perfetto funzionamento di un orologio, sia per garantire la durata nel tempo (inossidabilità e resistenza allo snervamento), sia per garantire una cessione della forza accumulata in modo uniforme e progressivo, così da avere una marcia costante durante l'arco delle 24 ore.

 

MOVIMENTO

È il cuore dell'orologio, l'organo deputato a far marciare le lancette per segnare l'ora nel modo più preciso possibile. I movimenti in prima istanza si dividono in due grandi famiglie: al quarzo e meccanici. Quelli al quarzo a loro volta si dividono in analogici e digitali, mentre quelli meccanici in movimenti a carica manuale e movimenti a carica automatica. Un movimento meccanico si compone della platina e dei ponti (che ne compongono la struttura), dell'organo motore (la molla), dei ruotismi (dal bariletto alla ruota di scappamento), dello scappamento (bilanciere ancora e ruota di scappamento, dell'organo regolatore (bilanciere e spirale) e dei rotismi di messa all'ora e di ricarica.

 

 

N

 

NAVETTE

Sistema più economico, ed alternativo alla ruota a colonne, per la guida e la sincronizzazione dei movimenti delle leve crono grafiche deputate al funzionamento di questa complicazione. Si tratta di una serie di piastrine metalliche variamente sagomate sul cui bordo poggiano le leve cronografiche. Al movimento delle navette, imposto alla pressione dei pulsanti, corrisponde un avvicinamento o allontanamento calibrato delle leve e, di conseguenza, degli organi ad esse collegate.

 

 

O

 

ORE DEL MONDO

Categoria di orologi in grado di visualizzare sul quadrante i 24 fusi orari delle principali città mondiali di riferimento. In genere sono di due tipi, con anello girevole sulla fascia esterna del quadrante oppure con ghiera esterna da ruotare a mano per far corrispondere le ore con quelle segnate sul quadrante.

 

ORO

Metallo pregiato utilizzato spesso in gioielleria, con cui sono realizzate le casse degli orologi di gran pregio. Vanta caratteristiche di grande inattaccabilità da agenti esterni e di grande malleabilità. Oggi in orologeria si utilizza soprattutto oro a 18 carati, ma in passato è stato adottato anche oro di minor caratura. Legato con altri metalli permette di ottenere l'oro giallo, quello rosa, quello rosso e quello bianco.

 

OROLOGIO

Nome con cui viene normalmente definito un segnatempo, sia esso da polso, da tasca, da tavolo o altro. In genere è composto da una cassa, da un quadrante e da un movimento. In quelli da polso è anche previsto un cinturino o un bracciale per poterlo fermare al braccio.

 

OTTONE

Metallo formato dalla lega rame e zinco, sufficientemente malleabile e resistente, al punto di essere largamente utilizzato in meccanica. In orologeria sono di ottone in genere i ponti del movimento e, in alcuni casi di orologi più economici, la cassa. Per proteggere l'ottone da precoce invecchiamento estetico si procede alla placcatura con altri metalli, che stendono un velo protettivo sulla sua superficie mediante bagno galvanico. Si possono così avere trattamenti al cromo (cromatura), all'oro (doratura o placcatura in oro), al palladio e altro ancora.

 

 

P

 

PLACCATO

Dicesi di metallo trattato con bagno galvanico, in cui le molecole dell'anodo (il metallo che serve per la placcatura) si depongono sul catodo (il metallo che deve ricevere il trattamento) previo passaggio di corrente elettrica in un bagno di prodotti chimici. La più comune delle placcature è quella in oro.

 

PLATINA

Elemento principale della struttura di un movimento. È formato da un disco di ottone (per lo più rodiato o dorato) su cui sono ricavati con varia e complesse lavorazioni meccaniche gli alloggiamenti dei rubini, dei perni delle ruote e degli organi vari che formano l'intero del movimento. Insieme alla platina, la struttura completa è formata anche da ponti, che chiudono a sandwich dal lato opposto gli organi del movimento.

 

PLATINO

Metallo prezioso molto raro, di difficile lavorazione, che viene utilizzato in oreficeria e in orologeria per la realizzazione della cassa di orologi di altissimo pregio.

 

PLONGEUR

Termine francese con cui, secondo la normativa svizzera, possono essere definiti gli orologi subacquei che hanno superato determinate prove di resistenza ed impermeabilità.

 

PONTE

Elemento strutturale del movimento, deputato a trattenere e guidare i vari organi che lo compongono. Sui ponti sono alloggiati i rubini che supportano i perni delle ruote, in corrispondenza di altrettanti rubini dal lato opposto alloggiati sulla platina. Mentre la platina è un pezzo unico, la presenza di più ponti permette all'orologiaio di poter intervenire anche solo su una parte del movimento senza dover per forza smontare tutto. Il numero e la forma dei ponti viene scelto liberamente dal costruttore, ma come minimo si ha un ponte per il bilanciere, uno per l'ancora, uno per i ruotismi ed uno per il bariletto. Una struttura a più ponti è considerata di maggior pregio, sia per la qualità estetica, sia per il maggior costo della realizzazione.

 

PULSANTI

Si tratta di organi di comando esterni alla cassa, grazie ai quali è possibile intervenire per far funzionare un meccanismo del movimento. La funzione chi i pulsanti assumono più di frequente è legata alla presenza del cronografo, ma non mancano esempi di pulsanti utili per il cambio di data, per la regolazione dell'ora supplementare in orologio in gradi di visualizzare più fusi orari de altro ancora. I pulsanti possono avere varie forme, ma le più comuni sono tonda, rettangolare o ovale. lunghi studi sono stati fatti per la loro impermeabilizzazione, trattandosi comunque di aperture supplementari sulla struttura della cassa che vanno protette delle infiltrazioni. In genere sono utilizzate delle semplici guarnizioni interne ma non mancano esempi di pulsanti serrati a vite per garantire la necessaria tenuta all'acqua anche in immersione.

 

 

Q

 

QUADRANTE

È il "volto" di uno orologio, uno dei primi elementi che colpiscono l'interesse di chi si appresta ad acquistarne uno e deve ancora decidere per la scelta. Oltre al compito primario di mostrare l'ora tramite indici e lancette, dunque, il quadrante assume un ruolo determinante per la riuscita estetica generale. In genere è realizzato con una lastra di ottone stampata, ma non mancano esempi di orologi più preziosi con quadrante in oro o in argento, la cui superficie può essere incisa a mano a guillochè. Ai vertici per affinatezza e costi troviamo i quadranti decorati con smalti cloisonnè, il cui disegno è realizzato con un filo d'oro posato a mano ed i cui colori sono applicati più e più volte dopo ripetuti passaggi al forno, fino ad ottenere l'effetto di chiaro scuro o traslucido desiderato.

 

QUARZO

Viene così chiamato un movimento in cui la scansione temporale non è controllata da elementi meccanici, ma avviene attraverso un sistema che prevede la presenza di una fonte di energia elettrica (la pila), un circuito integrato che ne determina lo scorrere, un oscillatore al quarzo che vibra 32.768 volte al secondo ed un motore elettrico, comandato dal sistema, che fa avanzare le lancette. Nei movimenti digitali, con display numerico al posto delle lancette, la corrente elettrica viene guidata nel passaggio attraverso le barrette di cristalli liquidi che, oscurandosi, compongono i numeri sul display.

 

 

R

 

RACCHETTA

Elemento presente nel movimento meccanico, grazie al quale è possibile regolare la velocità di oscillazione del bilanciere e, quindi, far avanzare o ritardare a piacimento la marcia del movimento, per regolarlo al meglio. Muovendo la racchetta, che abbraccia l'ultima spira della spirale, si accorcia o si allunga la parte utile di quest'ultima, modificando in questo modo la sua elasticità. Se si accorcia la spirale, questa diviene più rigida e il bilanciere compie più oscillazioni facendo avanzare la marcia. Se, invece, la si allunga, questa vede diminuire la sua elasticità, il bilanciere rallenta e la marcia ritarda. Per poter essere manovrata con comando dall'orologiaio, la racchetta è sempre posizionata sul ponte del bilanciere, spesso con una coda che si allunga su di esso su cui intervenire. Nei movimenti più raffinati la regolazione della racchetta avviene in modo molto preciso grazie ad un sistema di comando a vite micrometrica.

 

RATTRAPANTE

Particolare tipo di cronografo che permette la misurazione di due eventi in contemporanea o di prendere un tempo intermedio. Nei movimenti meccanici la presenza del cronografo rattrapante (detto anche "sdoppiante") è indice di elevata raffinatezza meccanica, vista la sua complessità costruttiva. Un cronografo rattrapante lo si riconosce a prima vista per la doppia lancetta sovrapposta dei secondi cronografici e per la presenza di un terzo pulsante sul fianco della cassa.

 

REGOLATORE

Particolare categoria orologiera, legata alla tradizione dei grandi orologi che si trovano nei laboratori di riparazione, che avevano il quadrante con le ore decentrate su un piccolo quadrante separato per rendere più agevole la lettura precisa dei minuti e dei secondi, senza possibili sovrapposizioni delle lancette.

 

REGOLO CALCOLATORE

Vero e proprio piccolo calcolatore meccanico, formato da una doppia scala numerica in genere posizionata sulla ghiera girevole e, in corrispondenza,sulla fascia esterna del quadrante. Mettendo in corrispondenza in un certo modo i numeri, è possibile compiere operazioni quali divisioni, moltiplicazioni, proporzioni e conversioni tra misure. Il regolo calcolatore viene per la prima volta storicamente adottato su orologi da aviatore, in quanto permetteva di calcolare in modo semplice consumi, autonomia e tempi di volo, in epoche in cui la strumentazione di bordo era quasi del tutto inesistente.

 

RETROGRADO

Viene così definito un orologio dotato di un'indicazione mediante la lancetta che, invece di compiere un intero giro di 360° prima di dare inizio ad una nuova misurazione, scorre in avanti su un arco di cerchio e, alla fine, scatta all'indietro per un nuovo inizio di misurazione. Indicazioni retrograde in orologeria le possiamo trovare più frequentemente per i minuti, per la data e per le indicazioni cronografiche.

 

RIPETIZIONE

Probabilmente la più complessa e costosa delle complicazioni orologiere. Un orologio con ripetizione è in grado di indicare l'ora corrente, a comando, mediante i rintocchi di un gong su tre toni differenti: con un tono si batte il numero delle ore, con un altro quello dei quarti d'ora trascorsi e con il terzo i minuti rimanenti oltre l'ultimo quarto. La "ripetizione a minuti", così chiamata perchè segnala il tempo con la precisione del minuto, si attiva esclusivamente spostando una slitta posizionata sul fianco della cassa. Quando , invece, i gong segnalano l'ora automaticamente, ad ogni compimento della stessa, l'orologio viene definito con "suoneria al passaggio". Il complesso meccanismo della ripetizione prevede la presenza di leve dentate che "memorizzano" meccanicamente lo scorrere del tempo, pronte a ripeterlo con i differenti toni mediante attivazione di martelletti su gong anulari in acciaio armonico. La presenza dei rintocchi per i quarti si rende necessaria per non dover contare troppi rintocchi peri minuti.

 

RISERVA DI CARICA

Indicazione che segnala sul quadrante lo stato di carica della molla all'interno del bariletto. In genere la riserva di carica è segnalata da una lancetta che si muove su un arco di cerchio con le indicazioni del minimo e del massimo della carica, ma non mancano esempi in cui le ore rimanenti, prima della completa scarica, sono indicate da numeri attraverso una finestrella.

 

RODIATURA

Trattamento elettronegativo che viene effettuato sull'ottone per migliorare le caratteristiche di resistenza all'ossidazione e l'estetica. Visto il costo elevato della rodiatura, questa viene quasi esclusivamente adottata per rivestire ponti e platina nei movimenti di un certo pregio.

 

ROTORE

Elemento a forma di mezzaluna imperniato sui movimenti automatici, che tende sempre a portarsi verso il basso per la forza di gravità e che tramuta in continui impulsi di carica i movimenti del braccio. Per rendere ancora più efficiente la carica, nei movimenti di grande pregio la parte esterna del rotore, o anche tutto il rotore, sono realizzati in oro a 22 carati, metallo ancora più pesante dell'ottone e, quindi, più sensibile a movimenti anche minimi. In alcune realizzazioni, al posto del classico rotore sovrapposto al movimento, se ne utilizza uno di diametro ridotto inserito nella struttura del movimento stesso: in questo caso si parla di "microrotore".

 

RUBINI

Veri e propri cuscinetti a strisciamento, deputati a ridurre l'attrito e l'usura tra i perni in acciaio, su cui girano le ruote del treno degli ingranaggi, ed i ponti di supporto, realizzati in ottone. Si tratta di rubini sintetici dal costo molto basso, il cui numero (purchè superiore a 15 in totale) non influisce nella reale qualità di un movimento. Nel tentativo di ridurre al massimo l'attrito tra perni e rubini, nella zona di contatto viene messo un lubrificante che, al massimo ogni 5-6 anni, andrebbe lavato e sostituito con una revisione del movimento.

 

RUOTA A COLONNE

Organo in acciaio a forma di piccola torre merlata, in genere posizionato dalla parte opposta del bilanciere, che gestisce e sincronizza tutti i movimenti delle leve di comando di un cronografo. Per il suo elevato costo di realizzazione e per la qualità che garantisce, cera con la sua stessa presenza una decisa divisione tra movimenti di alta gamma ed altri meno prestigiosi.

 

RUOTE - Elementi fondamentali per trasmettere il moto tra i differenti organi in un movimento meccanico. Una ruota è composta dall'asse di supporto,con i perni alle estremità che ruotano nei rubini, da un pignone (una ruota dentata con pochi denti) e della ruota vera e propria. Su alcune ruote, o meglio sul prolungamento dell'asse che le compone, sono vincolate le lancette stesse. In genere la ruota prende il nome della funzione da lei espressa (ruota dei secondi, ruota delle ore, ruota di rimessa all'ora e così via).

 

RUOTISMO MESSA ALL'ORA

Uno dei sistemi di un movimento meccanico, quello deputato a trasferire il moto della corona alle lancette per poter effettuare la messa a punto dell'ora. Il ruotismo deve essere congegnato in modo che normalmente, a corona inserita, tramite questa sia possibile caricare la molla, mentre a corona estratta venga sganciato il collegamento con il bariletto ed agganciata la serie di ruote collegate con le lancette. Il sistema è sempre posizionato dal lato quadrante, in apposito alloggiamento sulla platina.

 

 

S

 

SALTARELLO

Viene così chiamato un orologio in cui l'ora non è visualizzata da una lancetta ma da un numero attraverso una finestrella. Inoltre, come se si trattasse di un datario, allo scadere dell'ora la cifra compie un "salto" (da cui il nome della categoria orologiera) e cambia istantaneamente. Abbinata all'ora a saltarello possiamo avere o la normale lancetta dei minuti al centro o una seconda finestrella più ampia in cui anche i minuti scorrono visualizzati mediante numeri.

 

SCALE

Abbinate per lo più ai cronografi, sono stampate sul quadrante e possono essere utilizzate per particolari misurazioni. Le più comuni sono: la scala tachimetrica (indica la velocità media prendendo il tempo sulla percorrenza di un chilometro), la scala di produzione (è identica a quella tachimetrica e può indicare la produzione oraria in catena di montaggio cronometrando una sola operazione completata), la scala telemetrica (sfrutta la differente velocità di propagazione di luce e suono; misurando il tempo trascorso tra i due eventi indica la distanza della fonte) e le scale medicali (misurando il tempo necessario per un certo numero di respiri o pulsazioni cardiache, ne indicano il numero al minuto).

 

SCAPPAMENTO

Organo deputato a regolare la velocità di rotazione delle ruote del treno degli ingranaggi, lo scappamento è formato da bilanciere, ancora e ruota di scappamento. Solidale con il bilanciere, un pernetto ad esso vincolato sposta alternativamente di qua e di là l'ancora ad ogni oscillazione. L'ancora, a sua volta, è conformata ad "y" con due particolari leve che, ad ogni spostamento, fanno "scappare" solo un dente alla volta della ruota di scappamento, ricevendo ogni volta al passaggio del dente sulla leva un impulso (frutto della forza motrice generata dalla molla, trasmessa attraverso il treno degli ingranaggi) per mantenere inalterata l'ampiezza delle oscillazioni.

 

SCHELETRATO

Decoro utilizzato da alcune case di alta gamma, che prevede la totale riduzione ad una sottile ragnatela della struttura del movimento. La scheletratura si effettua interamente a mano su ponti e platina ed è un'operazione molto delicata e costosa: si tratta di eliminare tutto il metallo superfluo, fino a lasciare esclusivamente una leggiera intelaiatura che ancora possa supportare gli organi del movimento. Per estensione, si dice "scheletrato" ogni organo che in orologeria presenti un'apertura effettuata per decoro o per permettere una visione sottostante.

 

SDOPPIANTE

vedi RATTRAPANTE.

 

SLITTA

Elemento caratteristico degli orologi a ripetizione, posizionato sul fianco della cassa e grazie al quale è possibile attivare a richiesta la suoneria. In genere ha al forma di una mezza punta di freccia, per poter garantire la presa con il polpastrello necessaria per spostarla.

 

SMALTO

Decoro colorato che si effettua sul quadrante o sulla cassa. Gli smalti, per ottenere un buon effetto coprente e per mostrare chiaro scuri o sfumature, vanno applicati in più mani con successivi passaggi al forno. La tecnica di smaltatura più raffinata è quella così detta "cloisonnè", con il tratto del disegno effettuato da sottili lamine d'oro e gli spazi riempiti di vari colori per dare vita a figurazioni anche molto complesse.

 

SPIRALE

Insieme al bilanciere è l'organo più importante per la precisione della marcia di un movimento meccanico. Il compito della spirale è quello di garantire, grazie alla sua elasticità, il ritorno indietro del bilanciere ad ogni oscillazione. In passato la non elevata qualità degli acciai con cui era realizzata comportava una differente elasticità della spirale con il caldo o con il freddo, una sua facile magnetizzazione ed una durata nel tempo non illimitata. Oggi, invece, la qualità delle leghe utilizzate ne fa un organo perfettamente stabile ed affidabile. Sulla spirale fa presa la racchetta che, variandone la lunghezza effettiva, fa oscillare più velocemente il bilanciere, consentendo di regolare la precisione del movimento.

 

SUBACQUEO

Viene così definito un orologio in grado di sopportare immersioni prolungate sott'acqua. Per poter essere definito tale, la normativa svizzera prevede una lunga serie di prove di cui deve essere sottoposto ogni singolo orologio prodotto. nel caso di esemplari semplicemente impermeabili, invece, le prove possono anche essere eseguite a campione. La base minima per considerare veramente subacquea una cassa deve prevedere: ghiera girevole unidirezionale, corona e fondello serrati a vite, anse e cinturino resistenti a trazione, mantenimento dell'impermeabilità anche al forte variare delle temperature, corona resistente agli urti, quadrante leggibile in ogni condizione di luce almeno da 20 cm.

 

SUONERIA

Capacità di determinati movimenti di emettere impulsi sonori, grazie alla presenza di meccanismi che fanno battere dei martelletti su gong anulari o su campane. Esistono almeno tre differenti categorie orologiere dotate di suoneria; gli svegliarini, cioè orologi che suonano ad una determinata ora preventivamente impostata; gli orologi con suoneria al passaggio, cioè che battono le ore ed i quarti come le pendole; gli orologi con ripetizione, che suonano ore, quarti e minuti solo a richiesta.

 

SVEGLIARINO

Nome utilizzato per determinare la categoria degli orologi dotati di sveglia meccanica. Un movimento con sveglia prevede, oltre ai normali organi sempre presenti, un secondo bariletto con molla di carica, uno scappamento per tramutare in impulsi al martelletto quella che è la rotazione delle ruote di trasmissione, una campana o un gong per amplificare i rintocchi e un sistema autonomo di puntamento, attivazione e ricarica. Proprio per l'esistenza di questo vero e proprio meccanismo parallelo rispetto al normale movimento, uno svegliarino è nella maggior parte dei casi immediatamente riconoscibile per la presenza di due corone sul fianco della cassa e per una lancetta supplementare di puntamento dell'ora sul quadrante.

 

 

T

 

TITANIO

Metallo nobile, dalle elevate caratteristiche di resistenza e leggerezza, utilizzato spesso nella meccanica di precisione e, in orologeria, per la costruzione di casse e bracciali. Molto difficile da lavorare se allo stato quasi puro, viene oggi preferibilmente utilizzato in leghe con altri metalli (in percentuali minime, comunque) per abbassare i costi di produzione, senza perdere troppo in quelle che sono le sue caratteristiche salienti. Il titanio, inoltre, garantisce una totale anallergicità e inossidabilità.

 

TONNEAU

Nome con cui viene identificata in orologeria una cassa di forma "a botte", con i lati corti rettilinei tra le anse e con i lati lunghi laterali arrotondati.

 

TRENO DEGLI INGRANAGGI

È la sequenza di ruote dentate che trasmettono, dal bariletto al bilanciere, la forza motrice della molla. Conoscendo la frequenza delle oscillazioni del bilanciere, si conosce anche il numero dei denti della ruota di scappamento liberati ogni secondo; con successivi calcoli sarà possibile determinare in sede di progetto il numero dei denti per ogni ruota e per ogni pignone, in modo da averne una che compie un giro in 60 secondi, una in 60 minuti ed una in 12 ore, su cui calettare le rispettive lancette dei secondi, dei minuti e delle ore.

 

TRIZIO

Uno degli elementi più utilizzati in orologeria per dare luminescenza a indici e lancette.

 

TOURBILLON

Dispositivo inventato da Breguet nel 1801, che permette di compensare gli squilibri del bilanciere rispetto alla forza di gravità ed alla posizione assunta dall'orologio. Non potendo mai equilibrare al millesimo di grammo un bilanciere, la marcia del movimento avrà sempre degli scarti di alcuni secondi tra una e l'altra delle quattro posizioni verticali (corona in alto, corona a destra, corona in basso e corona a sinistra). Inserendo bilanciere, spirale, ancora e ruota di scappamento in una gabbia girevole, che funge da una ruota del treno, sono invece compensati tutti i possibili squilibri nell'arco di 360° e la marcia media giornaliera risulta decisamente più costante. Benchè con i materiali utilizzati oggi il tourbillon non sia più così determinante per la precisione di un orologio, rimane pur sempre una realizzazione di altissimo livello, destinata esclusivamente ad orologi molto raffinati e dal costo elevatissimo.

 

 

V

 

VETRO

In orologeria oggi sono utilizzati tre differenti materiali per la realizzazione del vetro posto a protezione del quadrante, ognuno con pregi e difetti rispetto agli altri: pelxiglas, minerale e zaffiro. Il vetro in plexiglas (plastica) ha costi bassissimi, può essere lucidato per eliminare sottili graffi superficiali, è facilmente sostituibile, ma è piuttosto fragile. Il vertro minerale ha costi e resistenza superiori a quello in plexiglas, ma comunque può rimanere segnato (e non può essere lucidato). Ai vertici troviamo il vetro zaffiro, che è particolarmente inscalfibile ed ha costi elevatissimi, ma che comunque può anche lui rompersi in caso di forti urti (se ciò accade, si rende anche necessaria la revisione del movimento perchè tende a polverizzarsi e, alla lunga, questa polvere potrebbe causare usure irreversibili). Oggi, in alcuni casi, sul vetro viene effettuato un costoso trattamento antiriflesso che, se presente su entrambe le superfici, rende particolarmente invisibile il vetro stesso, facendo quasi sembrare l'orologio privo di protezione e migliorando enormemente la leggibilità del quadrante.

 

 

W

 

WATER RESISTANT

Terminologia comune con cui vengono identificati gli orologi impermeabili, resistenti esclusivamente alla polvere ed agli schizzi d'acqua, con i quali è bene non fare il bagno. Se da nuovi, infatti, potrebbero anche resistere ad una breve nuotata di superficie, con il passare degli anni e con la naturale usura delle guarnizioni, non garantiscono più nessuna impermeabilità al contatto prolungato con l'acqua.

 

 

Z

 

ZIGRINATURA

Sottile serie di scanalature a spigoli vivi, effettuata in genere alla corona di carica o sulla ghiera girevole sulla corona di carica o sulla ghiera girevole per facilitare la presa con i polpastrelli.

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